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Class-action vs. Intesa Sanpaolo: inammissibile (10 giugno 2010)

E’ stata dichiarata inammissibile la prima class-action presentata a gennaio ai sensi dell’art. 140-bis del Codice del consumo. Questa è stata la valutazione del Tribunale di Torino che, investito della controversia, ha dichiarato inammissibile l'azione legale collettiva proposta dal Codacons e riguardante le commissioni di massimo scoperto nei conti correnti bancari.

Ricordiamo che la Procura di Torino, chiamata a pronunciarsi sulla questione, si era detta favorevole alla class action, ma il Tribunale ha dato parere contrario. Secondo le prime informazioni, l’ordinanza emessa dal Tribunale, avrebbe dichiarato inammissibile l'azione perché il componente della classe non risulterebbe danneggiato in prima persona.

In sintesi, il Tribunale ha ritenuto inammissibili due delle domande proposte (quelle relative alle commissioni applicate ai conti senza affidamento) perché il proponente aveva invece il conto corrente con l'affidamento. Le altre due domande (quella relativa alla mancata pattuizione esplicita del cosiddetto Tuof e quella relativa alla illegittima natura di clausola penale del Tuof stesso) sono state dichiarate inammissibili perché non proposte nell'atto di citazione originario, ma solo in sede di memoria difensiva successiva.

Secondo il Codacons “Intesa Sanpaolo si è salvata in corner e il Tribunale di Torino non ha voluto prendersi la gatta da pelare di dare un giudizio nel merito sulla grave nullità delle nuove clausole, inserite dalle banche in frode alla legge che ha eliminato nel 2009 la commissione di massimo scoperto”. Ma in attesa dell’eventuale reclamo alla Corte di Appello, resta il fatto: non è facile andare a bersaglio con una procedura ancora tutta da scoprire.

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