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Ammessa la prima class action: contro il test "fai da te" della "suina" (28 dicembre 2010)

Con l'ordinanza del Tribunale di Milano, del 20 dicembre 2010, si è ritenuta ammissibile, per la prima volta in Italia, una class action contro una nota società di importazione e distribuzione di dispositivi medici (Voden medical instruments spa) per ingannevolezza delle indicazioni d’suo del dispositivo stesso.

L’ordinanza è quindi molto interessante perché affronta insieme il tema della pubblicità ingannevole (chiamata oggi pratica commerciale sleale ex art. 22 e ss del Codice del Consumo) applicato alle Indicazioni del Fabbricante di un dispositivo medico attraverso lo strumento innovativo della Class Action. Soggetto chiamato in causa, peraltro, il distributore.

La società in questione commercializzava infatti un test di autodiagnosi dell'influenza suina, denominato “Ego test flu”, enfatizzando, nelle indicazioni d’uso del dispositivo qualità ed efficacia in realtà del tutto inesistenti.
Preso atto del carattere asseritamente ingannevole delle suddette informazioni, una celebre associazione a tutela dei consumatori, esperiva una class action ex art. 140 bis del codice del consumo.

Oggetto della controversia sono i “diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti, da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali”.

Per quanto rileva in questa sede preme evidenziare che il giudice ha ritenuto applicabile la disciplina della pratiche commerciali sleali alle indicazioni d’uso del dispositivo e che conseguentemente, sussistendo un profilo di possibile ingannevolezza delle suddette indicazioni d’uso, ha ritenuto esperibile nei confronti del distributore (che presumibilmente poi chiamerà in causa il fabbricante) la Class Action.

La battaglia già sviluppatasi in aula, come si legge nell'ordinanza, ma certo destinata a proseguire, si è poi concentrata sul profilo del consumatore, disciplinato dall'art. 3 del codice del consumo.
Non sarà infatti sufficiente un semplice acquisto per ottenere la qualità di consumatore, va al contrario accertata la destinazione dell'acquisto, se, cioè realizzato “ai fini di consumo proprio ovvero di occasione e strumento per l'esercizio dell'attività professionale”.

Nel caso in esame, il test era stato comprato dal’avvocato dell’associazione per l'autodiagnosi della suina, a nulla rilevando però che l'acquisto fosse stato fatto da un professionista piuttosto che da un privato per uso domestico; in entrambi i casi il dispositivo non sembra soddisfare le sue promesse commerciali, rendendosi completamente inutile.
Date queste premesse, attenderemo la successiva udienza, già fissata per il 16 giugno, per determinare se gli interessi di classe otterranno o meno la tutela sperata.

FONTE: Codacons
http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=118709

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