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Polizze vita (9 gennaio 2010)

Alcune associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori) hanno annunciato una causa collettiva (non una “class-action”) nei confronti di Poste Vita e INA, a causa delle diverse tutele previste dalla legge per le polizze vita e per i conti dormienti: prescrizione di un anno per le prime e di 10 per i secondi. Le famiglie potranno recuperare gli importi incassati dal Ministero.

In merito alla prescrizione, nel contratto di Poste Vita si precisa che "Poste Vita S.p.A. rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni) e corrisponde il capitale in caso di morte, purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni" (termine della prescrizione ordinaria di cui all'art 2946 del Codice Civile). Nei confronti di Poste Vita e Ina, quindi, esistono i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell'Economia.

E’ importante osservare che Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono una causa collettiva piuttosto che una class action, perché la procedura è più semplice, non sono previsti costi di pubblicità, il risultato giuridico è lo stesso e, infine, la causa collettiva è già disciplinata dal Codice di Procedura Civile.

Le Associazioni dei consumatori ricordano di essersi rivolte al ministro Tremonti chiedendo un provvedimento del Governo che correggesse la normativa, unificando a 10 anni la prescrizione per tutti, ma senza ottenere alcun risultato. A questo punto insistono con la richiesta ai Gruppi Parlamentari di presentare l'emendamento in occasione del dibattito per la conversione del decreto Milleproroghe (emendamento che si basa sull'impossibilità degli eredi di accettare o rifiutare l'eredità entro 10 anni dall'evento).

Le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e INA (che sono oltre 10.000 per il recupero degli importi che oscillano mediamente dai 5.000 ai 15.000 euro) possono segnalare il loro caso tramite l’apposito sportello.

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