Questo sito usa i cookies come strumento per aiutarci a capire come viene utilizzato dagli utenti. Se desideri saperne di più clicca sulla Privacy Policy oppure clicca su OK per chiudere il banner.

Segnala un danno da contratto

firmaSegnala un caso riguardante bollette telefoniche, banche, assicurazioni, trasporti, energia, pacchetti tv, etc

Segnala un danno da prodotto

meccanicoSegnala un caso di difettosità riguardante autoveicoli, elettrodomestici, computers, cellulari, farmaci,etc

Segnala un danno Anti-trust

pubblicitaSegnala un caso di pubblicità ingannevole, marketing aggressivo, prezzi eccessivi e comportamenti anticoncorrenziali.

Banche scorrette (2 gennaio 2010)

E’ cambiata la forma ma non la sostanza. La clausola che introduce nei contratti di conto corrente la commissione di massimo scoperto per anni ha arricchito le casse delle banche (sconfinando talvolta in veri e propri tassi di usura) e, dopo essere stata dichiarata illegittima, è riapparsa “sotto mentite spoglie” e si sta rivelando ancora più costosa per i clienti.

L’Unione Nazionale Consumatori aveva denunciato più volte (anche alla stampa in un comunicato del 29 maggio scorso) il rischio che le nuove clausole applicate dagli istituti di credito in sostituzione del massimo scoperto potessero portare i cittadini a rimetterci delle cifre persino superiori. Pochi giorni fa, è arrivata poi la triste conferma dell’Antitrust: le nuove commissioni possono arrivare a costare fino a 15 volte di più rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto.

A seguito di un monitoraggio effettuato sulle condizioni economiche applicate da sette istituti bancari, l’Autorità della concorrenza e del mercato ha infatti riscontrato un peggioramento per gli intestatari dei conti momentaneamente in rosso rispetto alla precedente clausola di massimo scoperto. Da qui, la segnalazione a Governo, Parlamento e Banca d’Italia.

E pensare che quando a maggio l'Unione Nazionale Consumatori aveva scritto una lettera di chiarimento ai principali Gruppi bancari, facendo presente il moltiplicarsi di segnalazioni da parte dei cittadini per la pratica di gravare i rapporti di conto con l’applicazione del massimo scoperto o comunque di una commissione bancaria (qualunque ne fosse la denominazione), tali Istituti avevano manifestato il loro “stupore” nel ricevere la nostra richiesta di informazioni.
Eppure di pratica scorretta si trattava ed oggi possiamo esserne ancor più consapevoli.

Grazie alla battaglia intrapresa dalle associazioni dei consumatori con decreto legge dello scorso 26 giugno il Consiglio dei Ministri aveva stabilito che, laddove applicabile, la commissione di massimo scoperto non dovesse superare il limite, a trimestre, dello 0,5% dell’importo dell’affidamento. Seppur apprezzabile, perché fissava un limite più basso di quello correntemente applicato, la disposizione non è stata evidentemente sufficiente a far cessare gli scorretti comportamenti delle banche e non ha risolto il problema delle nuove voci di conto comparse in sostituzione della commissione di massimo scoperto (ma con uguale finalità e scopo) che hanno iniziato ad essere applicate.

L'entrata in vigore dell'azione di classe offre uno strumento in più ottenere il rispetto dei cittadini e il loro diritto ad un mercato corretto e trasparente.. E’ infatti inaccettabile che le grandi lobbies continuino indisturbate ad aggirare la legge utilizzando scaltri espedienti e beffandosi dei consumatori, anello debole della catena.

E’ in corso la raccolta delle adesioni per verificare l’opportunità di adottare iniziative contro alcuni istituti bancari. Segnala il tuo caso allo sportello dedicato.

Copyright © 2008 ClassAction.it - Contatti