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"Mettiamole alla prova", di Massimiliano Dona

Da oggi il nuovo art. 140-bis del Codice del consumo potrà essere messo alla prova: si tratta di una grande opportunità che l'ordinamento mette a disposizione di consumatori troppo spesso irrimediabilmente offesi dalle scorrettezze del mercato.

La valenza della tutela collettiva non può essere disconosciuta nella realtà economica moderna che mette quotidianamente a confronto gli interessi dei cittadini e degli utenti con l’attività di produzione e distribuzione di massa, dando luogo, frequentemente, a lesioni “seriali” dei diritti dei cittadini.

A tali lesioni si può porre rimedio solo grazie alle previsione di strumenti collettivi risarcitori che consentano di attivare le pretese di un largo gruppo di danneggiati in un unico procedimento, con evidente risparmio in termini di costi, impegno e tempi per ottenere giustizia.

Sono consapevole di alcuni evidenti limiti dell’attuale testo normativo, macchiato profondamente da reiterati emendamenti promossi dalle lobby confindustriale con il dichiarato scopo di annacquare un meccanismo che pure dovrebbe essere correttamente inteso, non solo nel senso di sanare una debolezza dei consumatori, ma anche per la sua capacità di preservare la lealtà del mercato a beneficio delle aziende sane, competitive e rispettose dei diritti dei consumatori.

Confido nel senso di responsabilità di tutte le parti in causa (imprese, rappresentanti dei consumatori, magistratura, autorità di vigilanza e mezzi di informazione) perché le azioni di classe siano occasione di un confronto serio e maturo nella prospettiva di riequilibrare la debolezza dei cittadini, troppo spesso traditi dallo strapotere del mondo imprenditoriale.

Data: 2 gennaio 2010

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